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martedì 10 aprile 2012

India, il gioco delle tre carte è finito. I nostri bravi ragazzi hanno sparato su gente inerme e la diplomazia ha provato a cancellare le tracce

Il gioco delle tre carte è finito. Gli eroici marò italiani hanno sparato davvero contro una barca di poveri pescatori che hanno scambiato per pirati e tutte le balle raccontate finora non hanno fatto altro che incattivire, giustamente, l'opinione pubblica indiana. La perizia balistica ha stabilito che a sparare sono stati due fucili Beretta e secondo un avvocato della Corte del Kerala si tratta di una prova "inconfutabile", dopo un paio di mesi in cui il nostro paese, da sempre avvezzo alla truffa, aveva fatto di tutto per sostenere il contrario, inventandosi perfino la presenza di una nave greca in quelle acque. Un trionfo diplomatico.
Ora l'unica strada è quella di cercare l'aiuto delle istituzioni internazionali che facciano pressione sull'India affinchè riconosca la giurisdizione italiana sul caso. Se e quando i prodi leoni torneranno in Italia, però, risparmiateci le cazzate sull'eroismo e la patria.

lunedì 19 marzo 2012

India amara, fra i marò dal grilletto facile e i turisti il Giornale fa la sua scelta

Mettere insieme i due casi è patetico e scorretto. Farlo come Il Giornale di stamattina dimostra un cinismo da brivido. L'India è diventata un centro nevralgico di crisi per il nostro Ministero degli Esteri, dopo i due marò arrestati per l'omicidio dei pescatori e il rapimento di due turisti da parte dei ribelli nello stato di Orissa. E' chiaro che per la mentalità che domina nella nostra "destra" bisogna per forza scegliere chi sono gli eroi e così il quotidiano del fratello meno furbo di Berlusconi spara in prima pagina una tirata epocale contro i due poveri fricchettoni del turismo "fai da te", parlando di "pasticci imprudenti quando non sconsiderati amanti dell’esotico selvaggio o campioni e campionesse dell’impegno umanitario in zone di guerra e guerriglia", lamentandosi dei soldi che la Farnesina dovrà spendere per loro. Augurandosi, e ha bisogno di scrivere "in modo sincero", che i due vengano rilasciati il giornalista conclude che "al lieto fine non segua, per favore, il consueto show degli eroici reduci (mi torna in mente, con raccapriccio, il défilé delle due Simone). Quello, caso mai, spetterà di diritto ai due marò quando finalmente e per giustizia torneranno in madrepatria, dove ad averli cari siamo milioni".
Ora, augurandomi che anche i due militari vengano rilasciati, non posso evitare di pensare che comunque si tratta di due uomini armati che sono accusati di aver aperto il fuoco contro un'imbarcazione di pescatori disarmati ammazzandone due. Agivano per conto di una missione delle Nazioni Unite, ma alla fine la stessa Unione europea ha dovuto ammettere che la presenza di fucilieri sulle navi mercantili andrebbe regolamentata meglio.
I turisti "fai da te" saranno stati anche avventati e pasticcioni, ma quello che organizzava il viaggio viveva in India da vent'anni e non gli era mai successo niente. E le due Simone erano due volontarie che in Iraq invece di distribuire piombo contro i civili si occupavano di una scuola. E questo evidentemente provoca il "raccapriccio" di chi viene pagato per sostenere le guerre sante.
La verità è che un tempo, come sa chi ha viaggiato, noi italiani potevamo andare veramente dovunque senza rischiare di essere aggrediti. Dalla guerra al terrore in poi, e grazie anche alle prodezze dei nostri "eroi", siamo finiti anche noi nella lista degli infami. Un'altra bella eredità dei governi del proprietario del Giornale.

lunedì 5 marzo 2012

I marò e la grande balla della violazione del diritto internazionale

Siamo l'unica nazione al mondo che mette i militari a guardia delle petroliere e ci siamo per questo ficcati in un guaio grosso. Due fucilieri del Battaglione San Marco hanno sparato a casaccio uccidendo due pescatori indiani scambiati per pirati e da lì è stata un'orgia di scemenze a ripetizione. Prima si è cercato di sostenere che non eravamo stati noi, poi che c'era un nave greca (mai vista), poi abbiamo chiesto la perizia balistica (che è stata effettuata) e nel frattempo abbiamo ottenuto che i due soldati rimanessero nella guest-house della polizia trattati come fossero in albergo. Oggi la commedia è finita, i due sono accusati di omicidio e sono stati trasferiti in carcere.
E giù, l'orda delle dichiarazioni di gente che grida allo scandalo e alla violazione del diritto internazionale. 
Passi che ci finiscano personaggi come Fabrizio Cicchitto, il sempre poco lucido Maurizio Gasparri, o la ministra dei gggiovani Giorgia Meloni (sentivamo la sua mancanza, oggi torna in trincea a difesa dei due soldatini rischiando il ridicolo come sua abitudine), che devono parlare bene dei militari per partito preso. Ma che ci caschi anche uno dal nome roboante come Giulio Terzi di Sant'Agata preoccupa un po'.
Dove sarebbe la violazione del diritto internazionale, visto che i due pescatori sono stati uccisi a bordo della loro imbarcazione che batteva bandiera indiana? Significa che se da una petroliera di qualsiasi nazione partisse una raffica contro un peschereccio italiano facendo fuori due nostri concittadini il nostro governo non farebbe nulla?
Ultima domanda: come si fa a credere ciecamente ai militari, che mentono per natura e definizione?