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lunedì 6 febbraio 2012

Figli e posto fisso, quando la mamma fa il Ministro e poi parla di lavoro

In effetti era impossibile che al robot Mario Monti fosse davvero sfuggita quella frase sul posto fisso. Con quell'aria da coniglio mannaro (come veniva chiamato l'ex Dc Forlani), il Professore sa sempre bene quello che dice e quello che vuole (o meglio, quello che vogliono coloro che lo hanno messo lì). E così, non soddisfatti del casino provocato sottolineando la "monotonia del posto fisso" in un paese che ha oltre un terzo dei giovani disoccupati, oggi i membri di questo governo-Frankestein sono tornati a fare gli spiritosoni. 
Prima ci ha pensato Anna Maria Cancellieri, che da ministro dell'Interno ha dato la colpa del caos provocato dal maltempo in Italia ai sindaci e ha preferito tornare sull'argomento (assolutamente non di sua competenza), rincarando la dose: "Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà". 

Alè, maledetti bamboccioni, beccateve pure questa. Non siete contenti? E allora eccovi pure la madonnina piangente Elsa Fornero, ministro del Lavoro (possibilmente precario): "Bisogna spalmare le tutele su tutti, non promettere il posto fisso che non si può dare. Questo vuol dire fare promesse facili, dare illusioni". Roba da farsi venire l'orticaria. Perché poi, se uno parla di certe cose arriva sempre qualche saputello che ti accusa di complottismo. Ma insomma, come si fa a stare zitti quando c'è un paese allo stremo e a parlare di lavoro è gente così? 

Una pensionata richiamata in servizio, il cui figlio non ha avuto bisogno di restare vicino alla mamma, perché è un alto dirigente di Unicredit, recentemente nominato alla direzione generale di FonSai, la compagnia controllata dalla famiglia Ligresti sull'orlo del fallimento, e la professoressa che insegna nella stessa facoltà del più celebre marito, insieme pure alla figlia, oltre a essere stata vice presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, come fanno ad avere la faccia di pronunciarla anche soltanto la parola flessibilità? 

Lo fanno perché sono lì per questo. Dare vita alla macelleria sociale, ricompattando una destra senza più il clown Silvio, che va dal Pdl a Fli, passando per Udc e rutelliani. Dite che qualcuno a sinistra se ne renderà conto?

giovedì 2 febbraio 2012

Borghesia e posto fisso, che noia sempre le stesse fesserie!

Che poi io alla fine non ce l'ho con Mario Monti di per sè. In confronto alla media dei nostri politicanti è sicuramente un pezzo avanti, magari perché qualche libro lo ha letto davvero. Però, accidenti che enorme minchiata che è riuscito a dire ieri sera  a Matrix. Dopo aver fatto un ragionamento sul quale si poteva anche discutere, sottolineando che i giovani dovrebbero abituarsi all'idea che il posto fisso, in questo momento storico, è solo una chimera, il professore, invece di ammettere che questo è un errore, figlio dell'avidità dei datori di lavoro che hanno sfruttato legislazioni sbagliate (per la maggior parte varate dal centrosinistra) per precarizzare i propri dipendenti fino alla schiavitù (perché gli stagisti non pagati, tanto per fare un esempio assai diffuso, schiavi sono), se ne è uscito con una frase che definire infelice è un eufemismo stile Tg1. "Il posto fisso? Che monotonia".
Sono sempre così, i borghesi, e lo dico con cognizione di causa, perché ne faccio parte a pieno titolo. Tronfi, al punto di considerare propri assoluti meriti le condizioni sociali in cui sono cresciuti, belli grassi e lerci (come cantava Giorgio Gaber). Per uno come Monti, che è figlio di un direttore di banca e nipote di un alto funzionario del più importante istituto di credito dei tempi, laureato alla Bocconi e che dall'81 ricopre incarichi pubblici per i quali è stato nominato in virtù delle sue amicizie politiche, il posto fisso è sicuramente una noia. Membro delle commissioni parlamentari che indagavano sul debito pubblico alla fine degli anni ottanta (con evidenti scarsi risultati), è stato vicepresidente della Comit (la banca del nonno, pubblica) e poi nominato da Silvio Berlusconi commissario europeo. Confermato alla Ue da Massimo D'Alema, il professore ha poi integrato il suo stipendio con lucrose attività private, come international advisor per Goldman Sachs, la banca d'affari incriminata per frode dalla SEC, l'autorità di controllo della Borsa statunitense.

Al di là delle sue reali capacita, che non sta a me discutere, quest'uomo è convinto di aver fatto strada grazie alla sua bella faccia? E può onestamente dire a generazioni di persone alla disperata ricerca di un lavoro che il posto fisso è "una noia"?
Beh, se mi posso permettere, visto che sono un borghesotto con il posto fisso, io non mi sono annoiato manco per il cazzo. Grazie al mio bel contratto a tempo indeterminato, acquisito quando avevo solo 23 anni, mi sono comprato due case (la seconda dopo che ho venduto la prima, non faccio il tesoriere della Margherita), ho messo su famiglia (due figli, come i miei genitori e i miei nonni, il Vaticano sarebbe contento) e sono riuscito ad avere una vita anche fuori dal lavoro, grazie alla malattia e alle ferie pagate.
La verità è che gli amici di Monti (e tutti sanno benissimo chi sono) hanno un disperato bisogno della precarizzazione per continuare ad ingrassare felici. E per il professore ci sarà sempre un nuovo bell'incarico pubblico.

martedì 12 aprile 2011

I gggggiovani??? Devono da studià, nun devono scenne in piazza a fa' casino, risponde la ministra col diploma di istituto alberghiero

Cosa devono fare i giovani senza lavoro?  
"Devono continuare a formarsi a prepararsi perché noi stiamo progressivamente costruendo una realtà diversa dove è indispensabile investire  sulle competenze. Sicuramente i giovani non devono andare in piazza per chiedere gli stessi privilegi che hanno chiesto le generazioni precedenti alla nostra, privilegi che si sono mangiati i nostri soldi. Dobbiamo chiedere una società dell’uguaglianza dove sono riconosciuti i meriti".
Domanda delle cento pistole: chi ha pronunciato questa frase? Ma ovviamente lei, Giorgia Meloni daaaa' Garbatella, la donna che è diventata ministro perché da gggiovane andava ad attaccare i manifesti del Fronte della Gioventù, (solo che essendo nata nel 1977 quando ci andava lei era già tutto bello che finito, visto che l'ultimo morto degli anni di piombo a Roma c'è stato quando lei aveva sei anni) che parla come la Ferilli quando sbraca o come le due ragazze di Ostia del calippo e 'na bira, e resta uno dei personaggi più amati da questo blog.
Ridiamoci su. Anche se francamente avrei voglia di chiarirle un attimo le idee sul fatto che chiedere un posto fisso o delle certezze sulla pensione non sono affatto privilegi che finiscono con il mangiare i soldi della collettività. Anzi, di solito le certezze economiche contribuiscono allo sviluppo, come le avrebbe spiegato qualunque professore di economia, anche quelli che insegnano all'istituto alberghiero dove si è fermata la sua carriera di studiosa. 
La realtà è che i soldi, dai tempi bui del suo vecchio duce al miracolo italiano del nuovo caudillo, se li sono mangiati quelli come lei, politici ignoranti, grezzi, proni ai desideri del padrone e lecchini nei confronti di preti e industriali e i sordi nostri (tanto per farci capire da Gggiorrgia) sono finiti in mille rivoli di clientele, di corruzione, di malavita.
Ma un giovane di destra, mettiamo un ex missino, uno che magari ci credeva davvero e che la pelle la ha rischiata sul serio, che ne pensa di queste cazzate?