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venerdì 16 novembre 2012

Nel paese dove sulla testa di gente inerme piovono lacrimogeni dalle finestre del Ministero della Giustizia

Servono a qualcosa le fotografie e i filmati di agenti di polizia che picchiano selvaggiamente persone inoffensive? No, come hanno dimostrato le decine e decine di episodi del genere nel corso delle manifestazioni degli ultimi dieci anni. Finché anche l'Italia non adotterà la norma in vigore in tutti i paesi civili che impone alle forze dell'ordine in assetto antisommossa un numero di matricola visibile sulla divisa per consentirne l'identificazione, l'omertà del corpo impedirà qualunque punizione. Ed è inutile mettersi a fare della filosofia sugli "infiltrati" nei cortei, affibbiando la responsabilità dell'ordine pubblico ai manifestanti anziché alla polizia, sempre capace di effettuare cariche e arresti indiscrimati e mai in grado di prevenire l'attività dei temutissimi black-bloc.
Ma cosa ha da dire il ministro della Giustizia, l'avvocato Paola Severino, sul fatto che dalle finestre del suo dicastero sono piovuti diversi lacrimogeni sulla testa di un pezzo del corte studentesco che procedeva lungo via Arenula e che non aveva alcuna intenzione bellicosa? E come giudicare l'affermazione del questore di Roma Fulvio Della Rocca, secondo il quale i lacrimogeni sono stati lanciati dagli agenti in strada e rimbalzati contro i muri del ministero?
Dal video si vede chiaramente che questa è una palese menzogna e da quell'altezza potevano essere mortali se avessero centrato qualcuno sulla testa. In un paese normale, giova sempre ricordarlo ai limiti della noia, la signora ministro e il signor questore sarebbero andati dritti dritti a casa. 

martedì 13 settembre 2011

Lo stupido pietismo per la polizia

Fa discutere in questi giorni sul web il comunicato pubblicato da una sigla sindacale di Polizia, il Coisp, nel quale si attaccano a testa bassa i politici (ma soprattutto per i prezzi stracciati di Camera e Senato, perché magnà aggratis piace a tutti) con toni a dir poco eversivi. Ma ormai essere "contro" la casta è diventato un must da lifestyle, un po' come i filmati dei gattini su YouTube o le stronzate retoriche sul cancro e le altre malattie gravi condivise su Facebook. E così tutti coi bravi poliziotti che minacciano di "venire sotto Palazzo Madama e Montecitorio e spararvici all’interno i nuovi lacrimogeni in dotazione” (sì, l'italiano è un po' stentato, ma si sa...).  Nessuno che si ponga una minimo di domanda su chi sono questi figuri, che intanto ammettono che i nuovi lacrimogeni (nuovi un cazzo, li hanno sperimentati dieci anni fa a Genova con i risultati che ben sappiamo) fanno più male degli altri. Il Coisp è una sigla sindacale minoritaria all'interno della Polizia ed è notoriamente schierata su posizioni di estrema destra, al punto da chiamare gente come Gasparri o Maroni "traditori" per non aver portato avanti una proposta di legge in base alla quale si possa accusare di tentato omicidio chi alza le mani sugli agenti. Questi, insomma, sono quelli a cui prudono le mani facilmente, vorrebbero libertà d'azione per pestare liberamente i "criminali travestiti da manifestanti" e con il loro buono pasto da 7 euro (mica poi così male) mangiare il filetto di spigola al Senato. Si può solidarizzare con questa gente quando i tre quarti di loro hanno passato i concorsi a suon di calci in culo e raccomandazioni? Quando ogni volta che emerge un abuso di un loro sodale in divisa questo viene sistematicamente protetto e neanche sospeso da funzioni e stipendio?
Il compianto Giorgio Gaber se la prendeva con la lotta armata degli anni settanta che a suo dire aveva provocato solo "lo stupido pietismo per i carabinieri". Con questo triste declino della politica si rifanno una verginità pure gli sbirri. Roba da matti.