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lunedì 4 febbraio 2013

Imu e reddito di cittadinanza: Silvio le spara grosse e il democristiano Bersani si indigna

La campagna elettorale sta prendendo una tristissima piega. Il Caimano tenta il tutto per tutto per recuperare posizioni contando sulla basilare ignoranza dell'elettorato che lo ha fin qui sostenuto e per far dimenticare a gente dalla memoria sempre assai corta una ventina d'anni di porcherie e grossolana incapacità di governare. 
Vale tutto: dall'abolizione dell'Imu sulla prima casa e la sua restituzione in contanti, al condono tombale che in fondo è il sogno di una buona metà del paese, che vive di evasione fiscale ed economia in nero.

sabato 14 luglio 2012

Le "beghe" del Pd sarebbero anche un po' fatti nostri

Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, sostiene che al paese non importa nulla delle "beghe" interne del suo partito. Io invece ci terrei molto a sapere qual è la vera posizione di questo mostro a tre teste su argomenti come le unioni civili, le libertà individuali, i matrimoni gay, la cittadinanza agli immigrati e tutto quel fiume di soldi che si continuano a versare nelle capienti casse del Vaticano, posto che tanto in economia farebbero quel che già fanno (male) i banchieri Monti e Passera.
Perché poi è capace che ti arriva un nerd alla Enrico Letta a dirti che è meglio che i voti vadano al partito dello zio piuttosto che al Movimento 5 Stelle, perché Beppe Grillo non è d'accordo con lo ius soli. E quindi di conseguenza è meglio che vadano allo schieramento politico che in questi anni ha fatto accordi con i dittatori d'oltresponda mediterranea per prenderli a cannonate, gli immigrati, lo schieramento politico di Genova 2001, quando l'ancora non "futurista" ma autentico fascista Gianfranco Fini si recava in Procura a suonare la carica degli sbirri (adesso si lamenta che i sorci che ha fatto riuscire dalle fogne e che hanno come motto "nel dubbio mena" poi menano sul serio), lo schieramento politico che bacia la sacra pantofola (e il sacro culo di ogni prete) per pagarsi l'assoluzione dei propri peccati penali, civili e morali. E magari a sinistra restano gli scout alla Lusi e Fioroni, quelli delle mazzette e dell'ora di religione che fa punteggio.
Il segretario del Pd ha insistito sul fatto che l'alleanza fra progressisti e moderati è l'unica strada da percorrere.
La domanda è: chi sono i moderati? Gli amici del mafioso Cuffaro? Gli ex Margherita fuggiti con la cassa? I nipoti del maitre-a-penser di Silvio Bunga Bunga? Le beghine omofobe che ogni tanto gettano le loro messe in piega ridicole oltre all'ostacolo?
E' proprio sicuro, la controfigura di Ferrini, che i suoi elettori digeriranno l'unione di fatto fra lui e Azzurro Caltagirone?
Ammesso che questo paese un giorno torni alle urne, temo che avrà delle brutte sorprese.

martedì 12 giugno 2012

I "mostri" del Pd: Beppe Fioroni, lo scout omofobo che vuole scendere in campo

Fra i personaggi che rappresentano meglio di tutti la zavorra che impedirà sempre al Partito Democratico di essere una formazione di sinistra c'è il mitico Beppe Fioroni, ex segretario della Dc di Viterbo, ex dimenticabile Ministro della Pubblica Istruzione nell'ultimo governo Prodi, quando l'unica sua preoccupazione fu quella di opporsi a una sentenza del Tar che aveva bocciato l'idea che partecipare all'ora di religione potesse fare punteggio nella valutazione scolastica. Una battaglia vinta al Consiglio di Stato, una porcheria senza precedenti.
Nel suo curriculum figura una laurea in medicina (naturalmente presso l'Università Cattolica) e un certo attivismo all'interno degli scouti cattolici dell'Agesci, la stessa congrega della quale si fregiava di far parte l'amico Luigi Lusi, l'ex tesoriere della Margherita che si è intascato i soldi e per il quale oggi la Giunta per le autorizzazioni del Senato ha detto sì all'arresto.
Omofobo come tutti i cattolici oltranzisti, è sceso in campo minacciando il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, di candidarsi alle primarie se il partito non ritirerà la proposta di riconoscere le unioni civili, anche fra persone dello stesso sesso. Il motivo? La solita idiozia gesuitica: "Le persone che incontro non mi chiedono di coppie gay e di testamento biologico... Vogliono sapere di fisco e di esodati, di occupazione e di misure per la crescita", ha detto l'esploratore (che a giudicare dal fisico alle gite dell'Agesci si mangiava tutte le merendine), come se una cosa escludesse l'altra.
Ecco, facciamolo scendere in campo e vediamo chi lo vota, visto che finora si è fatto tre legislature grazie alle segreterie dei partiti che lo hanno messo in lista. E qualcuno gli ricordi che la posizione di Bersani è quella dei conservatori americani, che si oppongono ai matrimoni gay che vorrebbe Obama dichiarandosi però favorevoli alle unioni civili e perfino alle adozioni per le coppie omosessuali. I cattolici italiani, sempre uno sguardo al medioevo, ci mettessero il loro untuoso faccione invece di nascondersi dietro al voto della sinistra.

martedì 17 aprile 2012

Beppe Grillo mette paura, le terrorizzate reazioni del centrosinistra e del Colle

Beppe Grillo fa davvero paura. La notizia che il suo Movimento 5 Stelle nei sondaggi è il terzo partito italiano e che tutti gli altri arrancano faticosamente perdendo pezzi e voti è stata accolta in modo veramente scomposto, con quel frasario tipico del politicante attaccato come una patella allo scoglio della sua poltrona, che naturalmente porta l'acqua al mulino del comico genovese.
Il terrore ha colpito in particolare la sinistra.
"Beppe Grillo è un impasto tra il primo Bossi e il Gabibbo", ha detto un altro comico, quel Massimo D'Alema che ancora turba tutti i sogni degli elettori del centrosinistra. "Abbiamo in giro molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo", è stata la battuta del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che dal vento cattivo viene scosso come la foglia morta che è. "Beppe Grillo è un fenomeno di populismo che non ha le caratteristiche per offrire una prospettiva al nostro paese. Considero il populismo un nemico", ha dichiarato il leader di Sel Nichi Vendola, da poco finito nel tritacarne delle inchieste giudizarie. E oggi arriva anche il monito di nonno Giorgio Napolitano, secondo il quale bisogna "estirpare il marcio", ma "non bisogna demonizzare i partiti che non sono il regno del male". E soprattutto per cambiare occorre "trasmettere ai giovani la vocazione della politica". Manco a dirlo il monito è stato pronunciato alla commemorazione di Benigno Zaccagnini, brava persona ma anche tipico esemplare della vecchia Balena Bianca, incollato allo scranno di parlamentare dalla I alla VII legislatura (ovvero dal 1948 al 1979), definito da Aldo Moro, in una delle sue lettere dalla prigionia "il più fragile segretario che abbia mai avuto la DC".
Premesso che non sono uno di quelli che voterebbe per il Movimento di Grillo, va detto chiaro e tondo che tutte queste sono enormi panzane. Sono anni che il comico porta avanti le sue battaglie, contro il finanziamento ai partiti, per la riduzione dei parlamentari, per norme di civiltà come l'ineleggibilità dopo un secondo mandato, e per l'ambiente. Si può essere d'accordo o meno, ma accusarlo di qualunquismo è terribilmente qualunquista.
Come potrebbero mai i giovani, signor presidente, ritrovare la vocazione per la politica, quando ancora sono in giro le stesse facce che questa vocazione l'hanno definitivamente cancellata, alternandosi al potere e nel saccheggio delle istituzioni pubbliche, alimentando corruzione e lobby economiche?
Per cancellare Grillo, andrebbero prima cancellati Napolitano, i suoi ex compagni, i tecnici da milioni di euro l'anno, gli ex sodali di Craxi  e della Dc ancora annidati in tutti i partiti, i governatori regionali corrotti e inseguiti dalla magistratura e tre quarti della palazzina Italia. L'antipolitica per il bene della politica.