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lunedì 10 dicembre 2012

Monti e Berlusconi, quando il nemico del mio nemico non è davvero mio amico

Fine settimana di grandi risate con il ritorno in scena del miglior guitto della commedia all'italiana, il sempreverde Silvio Berlusconi, che dopo mesi di tentennamenti nel quale tutti pensavano avesse messo giudizio si è ripresentato sulla scena con un tempismo fantastico, proprio quando i suoi servi sciocchi pensavano di essersi liberati del padrone e organizzavano fantomatiche primarie (pensa come ci deve essere rimasta Giorgia "photoshop" Meloni che aveva già speso una fortuna in manifesti e raccolta firme). 
Tutta Europa, giustamente, torna a prenderci per i fondelli, perché uno come lui non teme imitazioni (neanche i giapponesi ci riuscirebbero), malgrado i brutti ceffi che pure dominano la scena politica dell'Unione Europea, e il professor Mario Monti gli nega anche il proscenio, annunciando le sue dimissioni, solo anticipate di qualche settimana rispetto ai tempi già previsti. 
Apriti cielo. 
Tutto il mondo vetero-capitalista, dalla stampa ai manager, ai politici di riferimento che un tempo avevano scorto in Silvio "il nuovo miracolo italiano", si dice preoccupato per il ritorno del Cavaliere oscuro e già rimpiange quel simpaticone di Monti, che in un anno di governo ha risolto ben poco massacrando il paese di tasse e tagli lineari totalmente improduttivi. 
Passi, che so, per i simpatici azionisti del Sole 24 Ore, che si capisce sempre bene quali interessi difendono,  ma che pure alcuni giornali della "sinistra" (oddio mio faccio sempre più fatica a scriverlo) dipingano scenari da apocalisse solo perché si voterà un mese prima mi sembra davvero eccessivo.
Le ultime leggi di stabilità e bilancio verranno regolarmente approvate. L'unica novità è che i geni che il professore ha portato al governo la smetteranno d'ora in poi di avanzare assurde proposte (verrà finalmente ridotta al silenzio la Fornero) o cadere nelle solite gaffe (come Passera) perché ormai non contano più nulla.
Silvio, diciamocelo chiaro, ha fatto un enorme favore alla "sinistra" (e vabbè, sì ci siamo capiti, quella roba lì che va da Bersani a non si sa bene chi, assomigliando sempre di più a una tragica canzone di Jovanotti). Non sarebbe ora di sfidarlo alle urne e basta, facendo finta che Monti non lo abbia mai sostenuto nessuno, perché nella testa di gran parte dell'elettorato (e non senza tante buone ragioni) questo verrà ricordato come uno dei peggiori governi della storia repubblicana?
Insomma, anche se fa il nemico di Berlusconi, Monti non è per niente "un amico". A meno che non siate dei banchieri o degli stipendiati da banchieri. 

mercoledì 2 novembre 2011

Mentre le borse crollavano e ci stavano facendo uno spread così, Silvio era insieme a Catwoman

Non so quanto durerà ancora questa tragedia infinita, ma certe volte devo ammettere che senza Silvio non sarà mai più la stessa cosa. Dov'era Berlusconi lunedì sera mentre crollavano tutti i mercati internazionali, al punto da spingere il presidente della Repubblica a un disperato appello al governo? Secondo il settimanale Oggi, a festeggiare Halloween con la “presunta fidanzata” Katarina Knezevic (e non solo lei). Lunedì sera ad Arcore c’è stata infatti una festa in maschera per la notte delle streghe e per festeggiare i quattro anni del nipote del rais, il primogenito di Barbara Berlusconi. Katarina ha confidato alle amiche di aver scelto di mascherarsi da Cat Woman. Martedì, di buon mattino, la comitiva si è poi spostata nella villa del cavaliere sul Lago Maggiore, ma richiamato all'ordine dal solito monito di Napolitano, Silvio è tornato nel pomeriggio a Roma per fare un po' di ammuina con un improvvisato consiglio di crisi. 
Immenso.

giovedì 11 agosto 2011

Tremonti e le maschere del capitalismo in affanno. I licenziamenti come garanzia di crescita?

L'idea che "il diritto a licenziare" la gente da parte delle aziende possa mettere fine "all'abuso dei contratti a tempo determinato" è veramente degna di colui che sdrucciolando come al solito sulle "r" l'ha buttata lì tanto per dire qualcosa davanti alle Commissioni Parlamentari riunite per discutere della crisi. Una stronzata fra tante, pronunciata nel giorno in cui esce la notizia che nel 2010 in Italia quasi mezzo milione di giovani ha perso il lavoro. L'ex genio dell'economia italiana Giulio Tremonti, da sempre trattato con le molle dalla stampa italiana (anche perché avvezzo alla telefonata di protesta facile), è ormai sempre più simile a un pugile suonato, mentre balbetta di riforme fiscali, tagli alle pensioni di anzianità e nuove tasse (ma senza annunciare nulla di preciso) e del mitico pareggio di bilancio da inserire in Costituzione (come se scrivere per legge che saremo virtuosi basterà per diventarlo davvero). Come fanno giornali e televisioni a riproporre il suo nulla fattosi verbo senza mettersi a ridere non si capisce, per non parlare della timidissima opposizione che ancora pensa, come Bersani, di poter discutere con questi piazzisti da fiera delle "proposte concrete". La comica finale, mentre sprofondano le Borse e le maschere del capitalismo (come quelle odiose di Sarkozy e della Merkel) di tutto il mondo, è che quando il ministro si fa uscire un'idea condivisibile, come quella della tassazione delle rendite finanziarie (da sempre cavalla di battaglia delle sinistre, che però poi una volta al governo non lo hanno sostanzialmente mai fatto), ad opporsi sono gli stessi suoi parlamentari. Un capolavoro. 
Tutti quelli che hanno capitali investiti possono dormire senza tranquilli. Il costo della crisi lo pagheranno i pensionati, i dipendenti pubblici, gli aspiranti pensionati che resteranno al lavoro qualche anno in più a scaldare la sedia al posto di qualche giovane, le persone che soffrono di malattie croniche e tutti coloro che utilizzano i servizi pubblici perché non in grado di sostenere la spesa per quelli privati.
E la chiamano estate. Buone vacanze.

lunedì 11 luglio 2011

Il genio dell'economia e il finanziere in Ferrari: siamo in ottime mani di fronte alla crisi

E' bello sapere che mentre siamo più o meno sull'orlo del baratro, alla guida dell'economia italiana ci sia un genio come Giulio Tremonti, l'uomo che sa scegliere le misure da adottare (leggi tagli indiscriminati a tutto quello che si può tagliare, come farebbe un ragioniere fresco di diploma) e soprattutto i suoi collaboratori. Mentre sui mercati internazionali gli speculatori ci stanno facendo lentamente a pezzi (è il capitalismo, bellezza), la nostra finta manovra economica, che tutti sono pronti a modificare per i loro interessi di piccoli corporativisti, non sembra davvero convincere nessuno. 
Si prepara una nuova stagione di lacrime e sangue ed è bello apprendere dalla stampa di questi giorni che il principale consigliere del ministro, Marco Milanese, un ex ufficiale della Guardia di Finanza che come molti suoi colleghi ha scavalcato la staccionata ed è finito a fare l'informatore degli imprenditori sotto indagine, è un maniaco compulsivo del lusso e oltre ad avere il garage pieno di macchinoni impossibili (che cazzo ci fa uno a Roma con una Ferrari da 260 mila euro?), paga anche 8.500 euro al mese per un appartamento dove va a dormire Tremonti. E poi orologi, vacanze stile cinepanettone a New York e cinque cassette di sicurezza in banca nelle quali gli inquirenti sperano di mettere le mani, per non parlare del vorticoso giro di contatti per influenzare le nomine nelle aziende pubbliche, che dagli anni di Bettino Craxi in poi è stato sempre un classico.
Oggi il cancelliere tedesco Angela Merkel ha telefonato a Berlusconi pregandolo di approvare in fretta una manovra che non c'è. Provate ad immaginare cosa sarebbe successo in Germania se il consigliere del Ministro dell'Economia lo avessero pescato a fare un terzo delle cose di cui è accusato Milanese. Da noi Tremonti ha fatto finta di nulla, limitandosi a promettere che non andrà più a dormire nel principesco appartamento che gli era stato prestato e pagato (ovviamente a sua insaputa). Alla fine, la differenza fra noi e i crucchi e tutta più o meno qui.