venerdì 21 dicembre 2012

E' Natale e mi vergogno un sacco di poter essere identificato con i cattolici

Lo ammetto. Provo orrore e vergogna per aver fatto parte ai tempi della mia adolescenza di quella congrega di razzismo, violenza, discriminazione e odio che è sempre stata la Chiesa Cattolica. E ora che si avvicina il Natale, il mio senso di nausea aumenta ogni volta che ho il dispiacere di leggere le ossessioni di un vecchio malato come il papa, che non ha altri nemici all'infuori dei gay, o di qualche integralista (magari imputato in vicende di molestie sessuali), che fa della misoginia il suo credo numero uno, o dei politici ladri e truffatori che tentano di rifarsi una verginità baciando la mano al vescovo di turno e versando il dovuto obolo simoniaco al Vaticano, sotto forma di sgravi fiscali illeciti e contributi diretti. 
Vi lascio quindi con la mia personale riflessione per la santa festività: la religione è da sempre la causa principale di tutte le guerre e la confessione cattolica nel corso della storia si è macchiata dei crimini più orrendi. Se fossimo davvero un modo di atei e secolarizzati, come dice l'omofobo (e gay represso) pontefice, staremmo tutti molto, ma molto meglio.

1 commento:

  1. Ratzinger, in fondo, sembra sempre più condividere quanto sostengono i cristiani che in Uganda propongono la pena di morte per i gay: perseguitare gli omosessuali, hanno detto con queste testuali parole, rappresenta "un regalo di Natale". A Natale, si sa, siamo tutti più buoni...
    Gay perseguitati: Natale cristiano?

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