martedì 22 maggio 2012

La Chiesa mostra il suo volto truce: niente denunce per i preti pedofili

Certo, i vescovi non sono pubblici ufficiali e quindi per la legge italiana non sono obbligati alla denuncia di un reato. Ma difendersi dietro questo aspetto per sostenere che la Chiesa Cattolica non può imporre loro di rivolgersi alla magistratura quando un sacerdote si macchia di reati di pedofilia è semplicemente aberrante. Eppure oggi monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei, illustrando ai giornalisti le ''Linee Guida'' della Conferenza episcopale ''per i casi di abuso sessuale nei confronti di minore da parte di chierici'', ha detto proprio questo

Questo documento da film dell'orrore sostiene senza mezzi termini che ''il vescovo, non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale nè di incaricato di pubblico servizio, non ha l'obbligo giuridico di denunciare all'autorità giudiziaria statuale le notizie che abbia ricevuto'' in merito agli stupri di minorenni  compiuti dai preti e rimanda a una generica ''cooperazione del vescovo con le autorità civili, nell'ambito delle rispettive competenze e nel rispetto della normativa concordataria civile''.

Ecco, questi sono quelli che poi vanno in piazza con le organizzazioni neofasciste inneggiando al diritto alla vita, che magari sparano anche ai medici abortisti e che negli Stati Uniti fanno causa alla riforma sanitaria di Barack Obama perchè impone ai datori di lavoro di pagare una copertura sanitaria ai propri dipendenti che comprende anche la contraccezione gratuita. Il volto truce di un potere che si chiama fuori dalla regole della convivenza civile e che, nonostante tutto, continua a battere cassa per essere finanziato con i soldi pubblici.


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